Souvenir del conte Bonzi, scopritore della Groenlandia

La Groenlandia è la “destinazione” scelta quest’anno dal TrentoFilmFestival previsto dal 30 aprile al 9 maggio. Secondo quanto annunciano gli organizzatori, il programma speciale “Destinazione… Groenlandia” in collaborazione con il Danish Film Institute di Copenaghen, porterà alla scoperta di “un luogo straordinario e poco conosciuto ma che ha assunto sempre maggiore rilevanza internazionale a causa delle emergenze climatiche e delle relative conseguenze ambientali, economiche e geopolitiche”.

I riflettori sul Paese ospite si accenderanno a quanto si apprende già nell’ambito del concorso cinematografico con la presentazione in anteprima italiana del nuovo documentario di produzione italo-tedesca “La casa rossa” (2021), sostenuto da IDM Film Fund & Commission dell’Alto Adige, Film Commission Torino Piemonte e Mibact. Diretto da Francesco Catarinolo, il film racconta la vita e il lavoro di Robert Peroni, il noto esploratore e scrittore sudtirolese che, dopo diverse spedizioni in Groenlandia, ha scelto di vivere nella remota località di Tasiilaq dove ha aperto un centro di accoglienza per turisti, divenuto una risorsa e punto di riferimento anche per la comunità locale. 

Leonardo Bonzi in tenuta artica.

Il giornalista e scrittore del gruppo RCS Sandro Orlando racconterà a sua volta l’esito di una spedizione scientifica a cui ha preso parte, oggetto del suo prossimo libro pubblicato quest’estate da Laterza. Alle fotografie di questa spedizione saranno affiancate, e qui viene il bello, quelle scattate nel 1934 da Leonardo Bonzi, un conte milanese, nel corso della prima spedizione italiana in Groenlandia. Un’occasione preziosa per riscoprire un personaggio ingiustamente dimenticato, all’epoca socio accademico del Club Alpino Italiano. Con il cinema, Bonzi ebbe molta familiarità. Nel 1945 sposò in seconde nozze la famosa attrice Clara Calamai e, assieme a Carlo Ponti, fondò la casa di produzione cinematografica ATA. 

Il primo film prodotto da Bonzi e Ponti  fu “Piccolo mondo antico” diretto da Mario Soldati, un grande successo a cui ne seguirono altri. Nel ’48 Bonzi vendette però le sue quote nell’ATA e tornò a Milano, dove gli fu anche proposto di fare il sindaco. Ma l’impresa che rese celebre Bonzi fu il volo con l’areo battezzato “L’angelo dei bimbi” compiuto con Maner Lualdi negli anni Cinquanta in Sudamerica. Lo scopo fu di raccogliere, tra gli italiani emigrati, soldi da destinare all’attività di don Gnocchi per i mutilatini storpiati dalla guerra. 

Alla partenza, guardando il trabiccolo, più d’uno si disse che Lualdi & Bonzi non sarebbero mai tornati indietro. Invece tornarono, e con 500 milioni di lire donati dai nostri poveri, generosi emigrati. Di Lualdi & Bonzi si occuparono i giornali di mezzo mondo. Il Trento filmfestival ora ripropone di Bonzi la figura di esploratore artico. Era il 17 luglio del 1934 quando Bonzi partì da Milano-Linate con i quattro amici Franco Figari, Leopoldo Gasparotto, Gherardo Sommi Picenardi e Gigi Martinoni per la prima Spedizione Italiana in Groenlandia.

I quattro si adattarono a vivere sui ghiacciai della Groenlandia per il doppio del tempo previsto, senza più viveri e nell’incertezza di vedere comparire all’orizzonte la baleniera Njali che ritornerà a recuperarli dopo ben dodici giorni dal giorno prefissato. Durante la spedizione i quattro eseguirono la topografia della costa, delineando con competenza diversi ghiacciai inesplorati. Un’impresa che onora l’intraprendenza e lo spirito di avventura di Bonzi, questo nobiluomo nato e cresciuto all’ombra della Madonnina.  (Ser)

Il programma speciale “Destinazione… Groenlandia” sarà realizzato al TrentoFilmfestival in collaborazione con il Danish Film Institute.

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