Task force a cinque cerchi

Il tempo di rifiatare dopo i Mondiali di sci alpino e subito riprende a ribollire lo scenario che si prospetta in vista dei Giochi invernali del 2026 di Cortina e Milano. Uno studio preliminare affidato all’Università di Padova è stato da poco istituito per definire lo stato attuale e gli scenari pre e post Olimpiadi del sistema delle infrastrutture di trasporto di interesse per le province delle Dolomiti sulle quali insiste il Patrimonio Unesco. La ricerca, di particolare e stringente attualità, è stata commissionata da Confindustria Belluno Dolomiti, Assoimprenditori Alto Adige e Confindustria Trento. “Quella che si è costituita è una vera e propria task-force”, ha spiegato al quotidiano on line L’Adige Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti. “Vogliamo rendere ancora più incisiva la nostra azione sul fronte delle infrastrutture materiali e immateriali necessarie all’intera area dolomitica”. 

Gli industriali parlano in questo caso di una grande piattaforma comune per tracciare una visione di più lungo termine dello sviluppo infrastrutturale delle Dolomiti, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e alle generazioni future. Meglio tardi che mai. Non c’è tempo da perdere. Quanto a infrastrutture, da troppo tempo Cortina è invasa dai gas di scarico dei mezzi pesanti che l’attraversano senza contare gli incolonnamenti che sono ordinaria amministrazione nel groviglio della Strada statale Alemagna. Uno scenario deplorevole per una “regina delle Dolomiti”.

Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti.

La discesa in campo degli industriali non cancella peraltro le ombre calate sui recenti Mondiali di sci di Cortina per le devastazioni compiute alla allo scopo di creare nuove piste ed estesi impianti di risalita in vista anche dei Giochi invernali del 2026. In un bilancio, pubblicato anche da MountCity, si affermò senza mezzi termini da parte di esponenti di Mountain Wilderness che i Mondiali hanno lasciato in eredità una… Tofana cementificata. Il riferimento riguardava ancora una volta le devastazioni compiute nel quadro di una presunta sostenibilità dell’evento.

Notevole impatto ambientale si annuncia anche a Bormio per la sistemazione della celebre pista Stelvio che dovrebbe ospitare nel 2026 la discesa libera. Sarà necessario tagliare una parte consistente di bosco per realizzare un sottopasso nella parte finale. E siamo dalle parti del Parco dello Stelvio… Non è chiara però la presenza di rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel gruppo di lavoro istituito allo scopo dalla Giunta comunale il 19 febbraio, come risulta da una lettera aperta diramata da Mountain Wilderness.

C’è qualche spiraglio di ottimismo nello scenario del dopo-mondiali? Non sarà sfuggito ad osservatori più attenti che secondo Il Sole-24 Ore, il bilancio dei recenti campionati di sci alpino risulta “più che positivo”. Merito del sostanziale pareggio contabile che è stato raggiunto. Così si legge. Ovviamente il consuntivo del quotidiano di Confindustria è da intendersi puramente economico. Positivo in base alla fonte citata risulterebbe anche l’aspetto della legacy infrastrutturale e della sperimentazione tecnologica. 

Il lascito (legacy) dei recenti mondiali sarebbe insomma “un ideale (ma solido) ponte verso i Giochi olimpici del 2026”. Tradotto in soldoni tale lascito consisterebbe in “investimenti pubblici e privati per 415 milioni di euro”. “L’Anas”, si legge, “ha stanziato 270 milioni per la progettazione e la realizzazione di varie infrastrutture (il 50% da spendere nel prossimo quadriennio), mentre per il piano delle opere a Cortina (impianti di risalita, piste, aree di arrivo, infrastrutture tecnologiche delle piste, sicurezza e sistemi antivalanghe) è stato previsto un investimento di 95 milioni”. 

Il tema fondamentale, assicurano esponenti degli industriali, resta quello di conciliare l’ambiente con lo sviluppo infrastrutturale. Meno male che ce lo hanno ricordato. Come è a tutti noto, la candidatura dell’Italia per le Olimpiadi 2026 è stata improntata alla sostenibilità ambientale.

Per concludere, in questi giorni è sul tavolo il problema del logo dei Giochi. Ad Alberto Tomba e Federica Pellegrini è stato affidato il compito, al Festival di Sanremo, di lanciare l’invito a scegliere tra due proposte. Due infatti sono le soluzioni previste come risulta dal sito ufficiale www.milanocortina2026.org Importante è che i bozzetti, si legge sul quotidiano La Repubblica del 7 marzo, “facciano da traino a un pubblico di giovani”. (Ser)

One thought on “Task force a cinque cerchi

  • 12/03/2021 at 07:54
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    “Conciliare l’ambiente con lo sviluppo infrastrutturale” sarebbe meglio conciliare lo sviluppo infrastrutturale con l’ambiente. Ma non si può pretendere molto dalle volpi nel pollaio.

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