La Sat si rinnova. Sempre più le iscritte nei posti chiave

Arrivata al termine del triennio di presidenza che si conclude in aprile, Anna Facchini è la prima donna a guidare la Società Alpinisti Tridentini, la celeberrima SAT, in quasi 150 anni di storia dell’associazione. Sono stati anni non facili e la pandemia ha segnato un inevitabile calo nelle iscrizioni, ma arrendersi non sarebbe nel suo stile né in quello del sodalizio. Quindi si dà per scontato che si ricandiderà.

Del resto, da “satina” doc, l’impegno di Anna Facchini come volontaria non è mai venuto meno dal 1989, l’anno dell’iscrizione, fino alla presidenza, avvenuta nel 2018. Impegno non da poco in un’associazione che conta poco meno di 27mila affiliati, gestisce 56 rifugi d’alta quota e cura la manutenzione di più di 5.500 chilometri di sentieri montani. Senza contare gli innumerevoli progetti in corso di carattere sociale, benefico e culturale.

Anna Facchini è dal 2018 la prima donna nella storia al vertice della Società Alpinisti Tridentini. In apertura è al telefono nella sede di via Manci in un fermo immagine ripreso da internet.

“Gli incarichi all’interno di associazioni come la Sat travalicano un po’ le questioni di genere: è piuttosto necessario mettere in campo esperienza e sensibilità ma anche una certa dose di coraggio per prendere decisioni importanti anche a rischio di sbagliare”, ha precisato la presidente a Lorenzo Bosso che l’ha intervistata sul quotidiano L’Adige dell’8 marzo 2021, festa della donna. 

“Come ho avuto più volte modo di dire”, ha poi spiegato Facchini ricordando i tre anni trascorsi, “non ho mai dato molto peso al fatto di essere la prima donna alla guida dell’associazione. Il ruolo delle donne, seppur numericamente non ancora pari a quello degli uomini, è sempre stato importante nella SAT. Non è un caso che ci siano diverse donne alla guida di commissioni e sezioni. Mi conforta inoltre rilevare la crescita continua delle associate”.

I problemi dell’ambiente e della sua difesa hanno sempre coinvolto Anna Facchini. Nel 2009 è stata eletta presidente della Commissione per la tutela dell’ambiente montano. A una sua iniziativa si deve inoltre, a quanto si legge nella pagine de L’Adige, la nascita della commissione culturale ora estesa anche alla conservazione della preziosa biblioteca.

“Certo, non posso negare”, precisa Facchini, “che un certo stupore la mia nomina nel 2018 l’ha suscitato. Alcuni sulle prime hanno mostrato meraviglia, probabilmente perché non si aspettavano di trovarmi in questa posizione. Tuttavia non ho mai registrato alcuna resistenza, anzi: sia all’interno dell’associazione, sia nella comunità locale ho trovato sempre correttezza e voglia di collaborare. Credo che, oggi, a differenza di tre anni fa, nessuno si stupirebbe per la nomina di una donna”.

“Ovviamente si nota ancora”, conclude, “una prevalenza di ruoli e incarichi occupati da uomini. Ma credo si sia innescato un lento processo che, mi auguro di cuore, porterà a un’eguaglianza effettiva. Sono anche della convinzione che, fino a quando avremo bisogno di commemorare l’8 marzo, non potremmo dire di aver raggiunto una vera parità”. Excelsior, gentile presidente!

Fonte: L’Adige, 8 marzo 2021

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