Strane coppie. Aironi e buoi, amici inseparabili

Una passeggiata nella natura, a due passi dal centro di una grande città, può riservare sorprese e trasformare un fotoamatore in uno smaliziato reporter. È quanto accaduto a Roberto Boero, lettore della rivista “Piemonte Parchi”, che è riuscito a fotografare, mentre si trovava nella zona del Parco del Meisino e dell’isolone di Bertolla al confine tra San Mauro e Torino, degli aironi guardabuoi (il cui nome scientifico è Bubulcus ibis) al seguito di una mandria di bovini. Una presenza insolita per un territorio ancora urbano: si tratta infatti di volatili presenti in Africa, in Camargue o nella Maremma. 

L’airone guardabuoi (Bubulcus ibis) all’opera con una mandria di bovini. Ph. R. Boero

La particolarità di questi aironi consiste nel fatto che si cibano di insetti o animali smossi dalle mandrie o presenti nel loro pelo, come perfettamente documentato da Boero. Il Parco del Meisino è uno dei luoghi più rilevanti dal punto di vista ornitologico. Come i guardabuoi siano arrivati in Piemonte dalle zone umide di Asia e Africa, lo spiega Gianfranco Alessandria, coordinatore regionale per conto del Gpso (Gruppo Piemontese Studi Ornitologici) del progetto “Garzaie” dell’Università di Pavia e membro del Comitato scientifico di Aves. 

“Negli anni Cinquanta del Novecento”, racconta Alessandria, “gli aironi arrivarono in Europa centrale dalle savane africane, risalirono la Penisola iberica, raggiunsero la Francia e in tempi più recenti anche la Gran Bretagna. I loro spostamenti dimostrano che la loro espansione non è legata al riscaldamento globale: per contro la specie patisce gli inverni molto freddi che falcidiano le popolazioni”. 

Da circa quarant’anni la specie ha iniziato a nidificare in Italia, negli stagni sardi, ed è appurato che in Piemonte le prime coppie si sono riprodotte nella Riserva naturale di Oldenico nel 1989. 

Pasquale De Vita

(da “Piemonte Natura”, Regione Piemonte, 26 marzo 2021)

Commenta la notizia.