Montagna che resiste. Dove i negozi riaprono

La “montagna che resiste” ha compiuto un altro passo avanti. Sull’esempio di Rigolato e di Treppo-Ligosullo in Carnia, anche nel ridente borgo piemontese di Acceglio, in Val Maira, l’iniziativa privata è stata sostituita con il pubblico per consentire la riapertura dei negozi di prima necessità. Il Comune ha infatti lanciato un “concorso di idee per la creazione di un negozio di alimentari e annesso bar” nei locali di proprietà comunale che ospitavano l’ambulatorio medico, trasferiti nel municipio. 

E’ questo un modo ormai diffuso per mantenere in vita i negozi di vicinato più piccoli, meno frequentati, spesso disponibili a fare le consegne a domicilio per le persone più in difficoltà. Particolare significativo.  Proprio in questi giorni, nell’imminenza della Pasqua, l’Uncem (l’Unione dei comuni montani) ha lanciato l’iniziativa “Io compro in valle, il mio paese vivrà”.

La locandina diffusa dall’Uncem in occasione delle festività pasquali. In apertura il borgo piemontese di Acceglio in Val Maira dove il Comune mette a disposizione parte di un immobile a condizioni agevolate per l’apertura di un indispensabile negozio-bar. La necessità di limitare gli spostamenti, di andare meno nei centri commerciali, è il vettore di un nuovo senso culturale, civico, istituzionale di appartenenza ai propri paesi. 

Da un anno ad Acceglio, con la chiusura dell’unica attività, i residenti per comprare il pane, i generi di prima necessità o sorseggiare un caffè, sono costretti a scendere a Prazzo. Di qui l’avviso del sindaco, Giovanni Caranzano, intenzionato a mettere a disposizione una parte dell’immobile di “Villa San Giorgio” a condizioni agevolate. Le proposte di gestione devono essere recapitate al Comune entro il 16 aprile tramite posta, raccomandata o e-mail (info@comune.acceglio.cn.it).

Andrà garantita l’apertura di almeno cinque giorni per settimana e otto ore al giorno. Tutti d’accordo in paese. Senza un negozio-bar si è perso un luogo di aggregazione importante. Bisogna correre con urgenza ai ripari, ricreare vita e movimento. 

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