Oro blu nel futuro del premio Mazzotti

Profeta e antesignano di grandi battaglie in difesa del paesaggio, in particolare quelli delle colline e delle ville venete che andava fotografando per denunciarne il degrado, Giuseppe Mazzotti viene ricordato nel 2021 per i 40 anni dalla morte avvenuta il 28 marzo 1981. Un’occasione per annunciare che l’edizione 39 del Premio letterario a lui dedicato si farà on line in autunno con un evento dedicato all’acqua, l’oro blu dei nostri giorni.

Nato a Treviso il 18 marzo 1907 da padre romagnolo e madre trevigiana, Mazzotti fu protagonista tra le due guerre di una meravigliosa avventura d’arte e poesia nella Treviso ribattezzata “Piccola Atene” da Dino Buzzati. La battaglia per le ville venete, di cui è identificato come il “salvatore”, è sicuramente quella che più di tutte sintetizza le sue doti di attivista per la cultura. Le sue “battaglie di civiltà” sono state sposate da un gruppo di amici – Adriano Zanotto, Toni Benetton, Cino Boccazzi, Giovan Battista Ceriana, Ugo Fabris, Alessandro Meccoli, Giovanni Vicentini – dall’Associazione “Amici di Comisso”, dal Comune di San Polo di Piave e dal Touring Club Italiano, che nel novembre 1982 si costituirono in Comitato Promotore istituendo il Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti per la letteratura di montagna, esplorazione e di ecologia. 

Anna Mazzotti incontra gli scrittori Bepi Pellegrinon e Giuseppe Cederna (ph. Serafin/MountCity)

Fu Mazzotti a scrivere la legge per l’Ente delle Ville Venete; a scalare per primo il Cervino, parete Est il 18 e 19 settembre 1932 con Ezio Benedetti (suo cugino), Luigi Carrel, Maurizio Bich, Luciano Carrel e Antonio Gaspard; e fu sempre Mazzotti a raccogliere centinaia di canti popolari, a scrivere libri sul suo territorio devastato, dal Cansiglio al Sile; a collaborare con oltre trenta testate italiane (il Gazzettino, dalle pagine di questo giornale parte la campagna per la salvaguarda delle ville e del paesaggio).

“Un gruppo di amici che si ritrovavano nel locale di Adriano Zanotto decise che occorreva ricordare in modo visibile il lavoro di Bepi Mazzotti”, racconta la figlia Anna. “Così nacque il premio che ha avuto eco mondiale”. Alcuni nomi? Freya Stark, Konrad Lorenz, Cesare Maestri, Luis Sepulveda, Tiziano Terzani, Reinhold Messner, Richard Leackey. “Il premio si è retto sempre con la generosità degli sponsor”, spiega Anna Mazzotti ad Adriano Favaro che l’ha intervistata per Il Gazzettino, “ma commi venir meno di Veneto Banca si sono affacciati problemi di bilancio. Ogni anno pensiamo addirittura di non farcela. Ma ci sono cose che mi danno fiducia. Ho ricevuto una nota dai Trevigiani nel mondo: in Ecuador c’è un sentiero dentro la foresta Otanga a nome di Bepi Mazzotti. Quella riserva ambientale darà la possibilità agli ecoturisti e alle spedizioni internazionali di studiare il ricchissimo ecosistema”.

“Spero solo”, conclude Anna, “che ora la Fondazione dedicata a mio padre riprenda la sua attività. Per questo devo dire anche grazie al presidente della regione Luca Zaia e al sindaco di Treviso Mario Conte: si sono interessati concretamente per farla funzionare”.

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