Monte Disgrazia, una leggenda ammonitrice

È la più bella montagna interamente lombarda – parere personale naturalmente – ma ha il nome peggiore. L’etimologia più accreditata lo collega a “desgiazza”, cioè disghiaccia oppure a “di ghiaccio”, insomma al ghiaccio presente in quantità, almeno fino a qualche anno fa. Sarà sicuramente così. Però mi intriga di più il riferimento a una vera disgrazia come si può desumere dalla leggenda che segue. 
Un giorno un povero viandante giunse nella valle del Pizzo Bello (toponimo a suo tempo proposto per questo monte e non so perché scartato). Allora la valle era ricca di acqua e pascoli, e pastori e contadini vi vivevano bene. Dunque questo misero pellegrino chiese ai locali cibo e riparo per la notte, ma essi lo scacciarono con male parole, come vorrebbero fare alcuni nostri patrioti con i migranti. 
Il fatto è che il mendicante altri non era che Gesù Cristo – allora, o ancora? – sotto insospettabili stracci.
Egli dunque, scossa la polvere dai calzari, lanciò una maledizione sulla valle, e così i prati verdi e ubertosi furono coperti dai ghiacci. Fu una autentica disgrazia per l’economia locale. 
A parte il riferimento morale, quello che mi intriga in questa leggenda è che sembra basata su un fondo di verità storica, cioè la piccola glaciazione che iniziò nel XIV secolo e terminò verso la metà del XIX. Non sapendo spiegare l’origine di questo fenomeno naturale, gli uomini l’attribuirono ad una maledizione divina.
Vuoi vedere che anche l’attuale disgrazia del riscaldamento del pianeta sia una maledizione per l’insipienza umana?

Lorenzo Dotti

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