Letture. Indagini nel bosco degli orrori

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller “Fiori sopra l’inferno”, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Il secondo romanzo, “Ninfa dormiente”, è del 2019. Entrambi hanno come protagonista il commissario Teresa Battaglia.

Ilaria Tuti

Con “Fiore di roccia” Ilaria Tuti si può dire che abbia celebrato nel 2020 un atto d’amore per le sue montagne, dando vita a una storia profonda e autentica, quella delle portatrici carniche che tanto coraggiosamente coadiuvarono gli alpini nella prima guerra mondiale. Un libro da considerare imperdibile, più volte premiato. Terza uscita della collana “Storie di montagna” in edicola con Repubblica, La Stampa e tutti i quotidiani del gruppo Gedi a 9,90 euro più il prezzo del giornale, “Fiori sopra l’inferno” rappresenta per la scrittrice friulana anche l’esordio nel thriller, un genere oggi molto frequentato nella sua versione alpina. 

Un cadavere con delle bacche nelle orbite svotate viene trovato tra vette, gole e boschi. Uno strano spaventapasseri insanguinato poco distante sembra osservare il morto. E’ questa l’inquietante scena del crimine da cui parte l’indagine al centro del libro. A occuparsi delle indagini è Teresa Battaglia, una commissaria sessantenne che vive a Traveni, paese immaginario delle Dolomiti. Diabetica e con un segreto del passato che non le dà tregua, la commissaria comprende che l’omicidio è dovuto a un serial killer spietato e ancora in grado di colpire.

Nell’epilogo del libro da segnalare la dedica dell’autrice “alle tante Teresa Battaglia che ogni giorno si svegliano un po’ più stanche, che lottano contro la solitudine, la malattia, quella che mina il corpo ma anche la mente, affinché non smettano mai di volersi bene”. (Ser)

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