La Sat sempre più rosa

Un’altra pennellata di rosa sulla gloriosa Società Alpinisti Tridentini che si avvia a celebrare i 150 anni dalla nascita. Nove donne su 19 componenti sono state elette nel nuovo Consiglio direttivo e la più votata è ancora una volta Anna Facchini promossa a pieni voti al termine del primo triennio di presidenza. Il Consiglio si riunisce il 7 maggio per eleggere il Presidente, i due Vicepresidenti e il Segretario. Sarà anche questo un vertice in rosa?

Indiscutibile è l’impegno che aspetta i nuovi eletti. La pandemia ha segnato un inevitabile calo nelle iscrizioni nell’associazione che conta poco meno di 27mila affiliati, gestisce 56 rifugi d’alta quota e cura la manutenzione di più di 5.500 chilometri di sentieri montani. 

Pandemia a parte, sono decisamente anni non facili questi per la Sat, da tempo bersagliata da critiche per avere condiviso presunte incongruenze logistiche e ambientali del Progetto Translagorai. Sul quotidiano L’Adige del 27 aprile un indignato lettore suggerisce polemicamente di cambiare nell’intestazione del glorioso sodalizio il termine “alpinisti” con quello di “albergatori”. 

All’indignato di turno replica prontamente il direttore Alberto Faustini. “Gli albergatori”, scrive, “non sono esattamente dei mostri (anzi, sono sempre di più quelli sensibili all’ambiente e all’ecocompatibilità di molte scelte). E poi la Sat non ha mai smesso, pur dialogando con un mondo che cambia, di proteggere l’ambiente. Ha semmai cercato, negli anni, di fare proprio il concetto di sviluppo sostenibile”. 

Va aggiunto che la Sat non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani con l’industria del turismo, parte fondamentale della cultura trentina. Si tratta di vedere quale turismo. Particolare significativo. Il presidente Giovanni Pedrotti fu il primo nel 1905 al Passo del Pordoi a promuovere un albergo per i turisti. (Ser)

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