Le scritte dei pastori diventano street art

Dai pascoli della val di Fiemme di metà ‘800 alla street art della Urban School di Barcellona. E’ il percorso compiuto dalle testimonianze lasciate dai pastori sulle pareti rocciose del monte Cornón che sovrasta gli abitati di Tesero, Panchià, Ziano e Predazzo. Queste testimonianze pittoriche, realizzate con pennelli rudimentali e ocra rossa, da tempo sono oggetto di studio da parte del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, a San Michele, e hanno ispirato lo street artist catalano Jaume Gomes che le ha riprodotte, a modo suo, in diverse zone della Catalogna, ad esempio lungo il corso del fiume Besos e sul confine pirenaico tra Spagna e Francia.

Qui e nella foto di apertura alcune scritte dei pastori della Val di Fiemme riprodotte dal writer spagnolo Jaume Gomes sulle pareti della Catalogna.

Sulle pareti del Cornòn nel corso del tempo i pastori, portando al pascolo i loro armenti, hanno meticolosamente annotato il momento del loro passaggio fissando l’anno, il mese e il giorno del loro transito, accompagnandoli con le iniziali del proprio nome e cognome, con il conteggio del bestiame pascolato, qualche disegno, e anche qualche messaggio di saluto o aneddoto relativo al lavoro in montagna. 

Per scrivere hanno usato un pennello rudimentale, costituito da un ramoscello sfibrato con i denti e per colore un’ocra rossa che poteva essere facilmente reperita sulla stessa montagna e che, polverizzata, veniva unita a latte di capra, urina o saliva per risultare più duratura.

Una delle scritte riprende chiaramente i disegni che lasciavano i pastori. Si trova sulle mura di un edificio abbandonato, probabilmente una vecchia abitazione di pastori e sembra ispirarsi a un omino intento a fumare la pipa, che è stato realizzato sul Cornón nel 1842. Dell’autore del disegno non si conosce né il nome, né il cognome: solo le sue iniziali MS sormontate da un simbolo, il segno di famiglia o di casa che permetteva ai contemporanei di riconoscerlo nonostante la presenza delle sole iniziali. Intenzionalmente l’autore racchiude il suo scritto all’interno di una cornice alla quale sovrappone una croce, simbolo del suo credo religioso e della ricerca di protezione per sé e il bestiame che portava al pascolo. 

La consultazione del “database delle scritte” dove sono schedate oltre 47.000 iscrizioni di pastori, repertoriate dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina con una serie di campagne di ricognizione tra il 2008 e il 2012, ha permesso di appurare che MS, autore del disegno, nel 1842 aveva 11 anni e che verosimilmente era solo all’inizio della sua attività di pastore sul monte Cornón: di lui si trova traccia fino al 1857.

https://www.museosanmichele.it/informazioni/orario-e-tariffe/

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