Antonia Pozzi, l’alpinismo e il mal d’amore

“Compagna di scalate di Emilio Comici fu Antonia Pozzi, la nota poetessa milanese scomparsa ventiseienne in modo tragico nel 1938”, spiegò Silvia Metzeltin nel passare in rassegna le donne che all’ombra della Madonnina hanno lasciato un’impronta nella storia dell’arrampicata. “Antonia Pozzi (1912-1938) è morta a 26 anni senza aver mai pubblicato alcuna poesia”, venne specificato nel catalogo della mostra “La Lombardia e le Alpi”, organizzata a Milano nel 2013 in occasione del 150° anniversario della fondazione del Club Alpino Italiano. I curatori della mostra dichiararono che per lei “una ferita indelebile fu la rinuncia al grande amore”. Dopo di che sulla giovane poetessa alpinista, sulla sua “rinuncia al grande amore” e sulle tragiche conseguenze di quella “ferita indelebile” calò cautamente il sipario, a cominciare dalla narrazione del suo suicidio a 26 anni nelle campagne di Chiaravalle che venne omessa anche nelle teche della rassegna.

E in effetti nelle pubblicazioni del Cai, in anni in cui ai suicidi venivano negate le funzioni religiose, si è notato un certo ritegno a indicare il motivo della prematura scomparsa di Antonia Pozzi. Ora per fortuna ci si può meglio documentare leggendo la biografia “L’Antonia. Poesie, lettere e fotografia di Antonia Pozzi” a cura di Paolo Cognetti, edita da Ponte alle Grazie in collaborazione con il Club Alpino Italiano (240 pagine, 16 euro).

Le ricerche di Cognetti sulla vita della Pozzi fanno chiarezza anche sui suoi rapporti  con l’Onnipotente, descritti nel citato catalogo della mostra del 2013 con un’elegante circonlocuzione che definiva il suo stato d’animo come “assetato di un Dio che non riesce a incontrare”, mentre Cognetti ci offre un quadro più preciso dei sentimenti religiosi dell’Antonia. “Dalle sue lettere”, dichiara a un’intervistatrice de La Lettura, “ho scoperto che si dichiarava apertamente atea e non mi sembra che fosse una cosa così nota”. 

Che ci sia ancora tanto da scoprire sulla vita di questa poetessa, alpinista, fotografa milanese lo dimostrano le diverse pubblicazioni uscite nel nuovo millennio, comprese le poesie (Parole) uscite postume. L’Opera omnia è stata curata da Graziella Bernabò e da Onorina Dino (Ancora, 2018, 3 volumi). Molte le edizioni parziali dei testi. Il 27 aprile è uscito negli Oscar Mondadori il volume Poesie, lettere e altri scritti (672 pagine, 26 euro) mentre Garzanti ha appena pubblicato E’ terribile essere una donna (96 pagine, 4,90 euro).

Il motivo per cui Cognetti ha voluto raccontare l’Antonia “con un taglio diverso” lo chiarisce lui stesso nell’intervista: “Mi sembra che la sua figura risulti un po’ distorta, probabilmente per il fatto che la sua prima, importante biografa, è stata Onorina Dino. E il fatto che lei sia una suora ha indubbiamente influenzato il suo sguardo”. Ci voleva insomma uno scrittore ragionevolmente libero da ipoteche etico-religiose come il “Premio Strega” Cognetti perché questo suo libro scorresse sotto i nostri occhi come un docufilm. Una lettura ovviamente più che raccomandabile. (Ser)

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