Adamello Brenta: via le auto dal Parco

Una svolta epocale viene definita dal quotidiano L’Adige quella compiuta dal Parco Adamello Brenta: via le auto private dalle valli, soltanto mobilità alternativa e sostenibile. On line è possibile leggere l’intervista di Giuliano Beltrami al neodirettore Walter Ferrazza, tenuto conto che il parco naturale Adamello Brenta è un’area protetta istituita nel 1967 ed è la più vasta del Trentino. 

In primo piano risulta la nuova mobilità. “Abbiamo lavorato duro per coinvolgere le valli più gettonate”, spiega Ferrazza, ed elenca Tovel, Vallesinella, accesso a malga Zeledria, Patascoss, Val Genova, Molveno, Val Algone, Val Daone. “Chiunque desideri entrare in una valle può lasciare l’auto in garage e attraverso la mobilità del Parco arrivare all’attacco dei principali sentieri. Si parte dal fondovalle e si sale. Una scelta nella direzione della sostenibilità. Si può prenotare online, anche se non è obbligatorio. Se la sera prima decidi di andare in rifugio, puoi prenotare il bus, oppure puoi prenderlo lungo il percorso”.

La sostenibilità non sembra un semplice slogan. Il progetto “Plastic free”  coinvolge i rifugi e le altre attività commerciali interne all’area protetta. Viene eliminata la plastica monouso in favore di bottiglie di vetro e di plastiche riciclabili o completamente riciclate. Al rifugio Alimonta è anche annunciato un progetto pilota per l’utilizzo dell’acqua del ghiacciaio, con conseguente eliminazione di tutti i contenitori.

Il presidente Ferrazza snocciola l’elenco delle risorse umane: aumento dei parcheggiatori da 60 a 90; 4 assunzioni (2 delle quali riservate a dipendenti) per educazione ambientale e ricerca. Per il Parco in definitiva lavorano 120 persone. “E’ una realtà viva”, conclude . “Vogliamo essere partner delle comunità e delle Amministrazioni locali”.

Commenta la notizia.