La “pasciona”? Una pacchia solo per i roditori

Segnali inquietanti arrivano dai boschi del nord Italia. Sui quotidiani si legge di un esponenziale aumento del numero di roditori con conseguenti piani di derattizzazione ordinati dai sindaci. E fin qui poco di male. All’origine del fenomeno risulta che sia la “pasciona”, evento naturale ben noto a contadini e forestali, che accade ciclicamente ogni 10 – 15 anni, e consiste in una fase di fruttificazione particolarmente intensa di certe piante. I faggi, per esempio. Producendo più del solito, queste piante forniscono una maggiore quantità di cibo ad alcuni animali, tra cui topi e ghiri, che permette loro di sopravvivere all’autunno e all’inverno e di arrivare in primavera più numerosi.

L’aumento dei roditori ha delle immediate ripercussioni sui sistemi ecologici delle nostre foreste. E qui viene il bello, anzi il brutto. Perché dalla popolazione dei roditori possono partire alcuni virus, alcuni per via indiretta, ad esempio tramite le zecche, come l’encefalite virale. La buona notizia è che il fenomeno è sotto osservazione da parte della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige coinvolta in diversi progetti europei che studiano la relazione tra pasciona e alcune popolazioni animali. 

In ogni modo, roditori o no, questa estate attenti alle zecche.

Fonte: Fondazione Edmund Mach https://www.fmach.it

Il faggio e, nella foto in apertura, un suo frutto.

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