Alberi di città. Il patetico crollo di Bellachioma

I Vigili del Fuoco non ebbero altra scelta. Nel cuore della notte, sotto la fitta nevicata, misero in moto le ululanti motoseghe e fecero a pezzi Bellachioma dopo avere invano tentato di sollevarlo con una gru. Una sentenza inappellabile. Bellachioma l’aveva combinata grossa…

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I capricci del seracco Whymper

Il seracco, come precisa la Fondazione Montagna Sicura, va incontro a destabilizzazioni e crolli di grandi dimensioni periodici, come sua normale dinamica evolutiva di seracco pensile a base fredda.

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L’equilibrio perduto di Cortina

A Cortina d’Ampezzo si riaprono vecchi e mai chiariti interrogativi sull’equilibrio perduto dalle Dolomiti a causa delle devastazioni subite per costruire le piste di sci. Uno studioso, il professor Piero Villaggio, osservò a suo tempo che la costruzione di nuove piste da sci altera la permeabiltà del terreno e la consistenza statica degli strati sottostanti. Con quali conseguenze e breve e lungo termine?

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Dacci oggi il nostro crollo quotidiano

Il vero rischio è che i crolli in montagna non facciano più notizia. Colpa del riscaldamento globale? O punizione divina?

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Quando Piuro divenne la Pompei delle Alpi

Non c’erano i sensori svizzeri che al primo accenno di frana hanno fatto scattare i semafori posti sulla strada cantonale del Maloja bloccandola. E non c’era nemmeno la strada del Maloja nel 1618, a una ventina di chilometri in linea d’aria dal Pizzo Cengalo crollato la mattina del 23 agosto 2017. Quell’anno Piuro, nella Val Bregaglia che oggi è italiana, venne completamente distrutta da una frana…

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L’ira del Cengalo e le colpe del riscaldamento globale

Altre sono state le estati orribili della montagna, con frane ciclopiche anche quando non si parlava di riscaldamento globale e non si predisponevano bacini di contenimento ai piedi delle montagne più inquiete come hanno fatto a Bondo i previdenti amici svizzeri. ..

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Fragili Dolomiti. Crollo a Cima 11 in Val di Fassa

Un altro crollo sulle Dolomiti, un fenomeno prevedibile? Questa volta, a cedere sotto l’effetto degli agenti atmosferici è stata una consistente “fetta” di Cima Undici, nel Gruppo Monzoni Vallaccia, in val di Fassa…

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E se poi crolla davvero? La nostra ossessione per la sicurezza

Che cosa induce i turisti ripresi dal nostro fotografo a protendere le mani verso la Torre di Pisa quasi a volere esorcizzare il timore di un crollo improvviso?

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Nuove frane, il supplizio senza fine del Cengalo

Una paretaccia quasi invisibile e anche un po’ repellente, un intrico di canali e canalini, di lastroni male accatastati. D’estate nelle Alpi Retiche la parete nord est del Cengalo, 3.369 metri, affacciata sulla val Bregaglia sul lato svizzero del colosso di granito, è pericolosa come un paio di Eiger…

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