Favorite le ricche Dolomiti. Il Piemonte si ribella

Venti di guerra soffiano sulle Alpi. Motivo del dissidio che contrappone Piemonte e Dolomiti è il Decreto sostegni. Si sapeva che la coperta sarebbe stata corta. Ma ora tra le pieghe del maxi decreto, che prevede 700 milioni per le montagne in buona parte a fondo perduto, spunta la corsia preferenziale per le Dolomiti nei rimborsi decisi dal Governo. Un modo, a quanto denuncia il quotidiano La Stampa del 24 marzo, per “riempire le tasche delle già ricche Dolomiti e impoverire lo sci piemontese”.

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Montagne e frequentatori pandemici

Purtroppo gli effetti della pandemia si vedono bene anche sulle montagne. Le costrizioni, i limiti imposti per gli spostamenti hanno deviato e canalizzato i flussi delle masse inesperte verso l’ambiente di montagna. Così non è un caso incontrare gente, anche da sola, che se ne va per le montagne senza alcuna cognizione di causa, senza capire l’ambiente in cui si trova, senza conoscere eventuali rischi, senza valutare la propria condizione fisica per affrontare una salita…

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Gite e limitazioni, ultimi chiarimenti

Al Consiglio dei Ministri si era rivolta la Presidenza del Club Alpino Italiano per avere chiarimenti sull’ultimo DPCM. La risposta è arrivata. A seguito del quesito trasmesso in data 21 gennaio 2021 il Ministero dell’Interno il 28 gennaio ha inviato la nota di riscontro qui pubblicata. Intanto il Cai Veneto ha sospeso fino a metà febbraio escursioni e attività in ambiente montano.

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La montagna rende liberi?

Crescono la riluttanza e la sfiducia, aumenta a tutte le quote la fatica ad adattarsi alle norme e alla nuova normalità generata dalla pandemia di Covid-19. Il Governo deve vedersela con orde di attori/portatori di interesse delle corporazioni, di lobby, potentati vari, caste. E la montagna non fa eccezioni…

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Concorsi. Fotografate le valli che non si arrendono

“La montagna, gli uomini e il virus” è il tema del concorso fotografico lanciato dalla Società Escursionisti Milanesi e aperto a tutti gli iscritti al Club Alpino Italiano di cui la Sem è una sezione. In base al regolamento, ogni socio potrà presentare al massimo due fotografie che illustrino gli effetti prodotti dalla pandemia di Covid 19 nel rapporto dell’uomo con la montagna e con i propri simili.

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Un tranquillo week end di paura

Indimenticabile il 13 dicembre 2020 in montagna. Anzi, da dimenticare. Molti ricorderanno che la giornata di sole ha fatto fare il pieno a molte località. Un pieno però assai poco in sintonia con la pandemia che ha afflitto l’umanità per quasi tutto il 2020 e continuerà ad affliggerci in questo Natale, “the worst noel”. Le valli piene di neve si sono trasformate quel giorno in una calamita. Moltissime le segnalazioni di baite affollate e mascherine non indossate. Ricapitolando…

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Dibattiti. La Valle d’Aosta verso il rilancio

In attesa di un bilancio ufficiale della recente Giornata della Montagna sulla cui utilità da tempo si avanzano riserve visto che tutti i giorni dell’anno dovrebbero essere utilmente dedicati ai problemi delle nostre valli, va segnalato il piacevole incontro on line coordinato da Luciano Caveri e dedicato l’11 dicembre alla “montagna dopo la pandemia”. Argomento da far tremare le vene e i polsi. Gli ospiti collegati erano Mariano Allocco, Piero Ballauri, Eloise Barbieri, Nicolas Evrard, Alberto Faustini, Don Paolo Papone e Cristina Parisotto.

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Letture. La famosa invasione del pianeta azzurro

“Quelli che rimasero dovettero cambiare modo di vivere. Smisero di accendere fuochi puzzolenti, di produrre e di mettere in giro sostanze nocive… E soprattutto cercarono di volersi un poco di bene”.

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Parchi a rischio, sentieri vietati

“Profondo sconcerto” esprimono in Lombardia i presidenti del Parco del Curone e del Parco del Monte Barro rivolgendosi il 4 maggio con una lettera a Regione, Provincia e Prefettura di Lecco per chiedere chiarimenti in merito all’indicazione del Governo di autorizzare lo spostamento con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere attività motoria. Il rischio sarebbe di creare traffico e generare assembramenti, vanificando gli sforzi fatti finora…

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Un cuore batte di notte sul Monte Bré

Di notte da Lugano lo sguardo è attratto dalle pendici del monte Bré, 925 metri, dove splende un grande cuore luminoso che pulsa. L’iniziativa è delle Aziende industriali di Lugano (Ail) e rappresenta un messaggio di gratitudine rivolto al personale sanitario che tanto ha lottato e lotta contro il virus.

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Letture. Sulla parete misteriosa, indecisi a tutto

In questo racconto inedito, scritto d’impulso e in tono ghignante in questi giorni di pandemia, non c’è voluto molto per l’autore Giuseppe “Popi” Miotti, fertile scrittore di cose di montagna, metaforizzare l’agitazione che ci pervade in vista della fase 2 raccontando le vicissitudini di un’eterogenea cordata alle prese con una scalata davvero problematica…

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Montagne da ritrovare. Il futuro è dietro le spalle

“Oltre che sudarsela a piedi, la montagna bisognerà anche prenotarla”, osserva Paolo Paci, giornalista e scrittore, “come si fa con i buoni ristoranti e i musei più famosi. Non è male in fondo l’idea che l’ambiente alpino torni a essere prezioso, magari poco meno fruibile ma anche meno consumistico e consumato”. 

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Rifugi, modello unico di socialità. Niente scelte affrettate

“Tra le strutture di accoglienza”, osserva l’architetto Luca Gibello, presidente dell’associazione culturale Cantieri d’alta quota,”il rifugio è uno straordinario unicum come modello di socialità, per la condivisione di spazi e funzioni che educano alla convivenza, all’adattamento. Tuttavia, ora, i concetti di “condivisione” e “promiscuità” appaiono quanto di più lontano ed esecrabile rispetto all’idea di separazione e allontanamento implicata dai protocolli dell’emergenza sanitaria…”.

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Rifugi alpini. Riapertura o tende, parliamone con Miotti

“Realisticamente credo impossibile pensare a un adeguato servizio ricettivo”, dice Giuseppe “Popi” Miotti, gestore del sito rifugi-bivacchi.com, “soprattutto in quelle capanne che non godono di facili accessi: sanificare i locali ogni giorno, distanziare gli utenti come da consigli degli esperti, sarebbe un compito enorme che si aggiunge al già non facile lavoro del gestore”.

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Alpine distancing. Per quanto ancora?

Anche la vita di Beppe Guzzeloni, operatore sociale e istruttore di alpinismo, in breve tempo si è trovata catapultata all’interno di uno spazio vuoto a causa delle misure di contenimento e di distanziamento sociale. “Sono entrato in un deserto”, scrive, “e devo attraversarlo”.

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Il vino? Ottimo per igienizzare

Non viene considerato un genere di prima necessità il vino in questi giorni di pandemia, tale comunque da giustificare un’uscita da casa per recarsi al supermarket. Tanto vale allora trasformarlo in igienizzante da fornire a ospedali e privati cittadini…

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Chiudetevi in casa: il Cai sollecita gli iscritti

Nessuno, nemmeno il Club Alpino Italiano, ha cercato di indirizzare le nostre amministrazioni pubbliche ricordando che la salute si coltiva con adeguato movimento quotidiano e non con la reclusione in case poco arieggiate.

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